Juan Manuel Correa: “Tornerò a correre anche se la FIA mi è stata lontana”

Juan Manuel Correa ha la certezza che tornerà a correre, ma per ora i tempi del rientro restano ancora incerti.

Juan Manuel Correa è stato coinvolto in un gravissimo incidente insieme ad Anthoine Hubert, il quale ha perso la vita, all’eau rouge del circuito di Spa-Francorchamps in Belgio lo scorso anno.

Juan Manuel Correa, fortunatamente, ha riportato solo dei traumi alla sua gamba destra, la quale è stata sottoposta a numerosi interventi per tentare di salvarla.

La sue condizioni ora sono migliorate notevolmente, anche se la sua gamba destra non tornerà più come prima, e i segni di quell’incidente li rimarranno per tutta la vita.

LA VOGLIA DI RITORNARE

Nonostante ciò, Correa non si è perso d’animo e vuole a tutti i costi tornare a correre in auto, la passione per i motori è troppo forte e gli manca davvero tanto stare dietro il volante della sua monoposto, e ha dichiarato:

Posso tornare, ma anche se ci vorranno due anni tornerò. Posso persino immaginare di approdare in Formula 1 un giorno, gareggiare non è come il calcio o la danza, finché riesci a dare gas e frenare sei a posto”.

Juan Manuel Correa, nuova operazione: parla il pilota, e ringrazia chi gli è stato vicino

L’ecuadoregno ha parlato anche del luogo dove è avvenuto l’incidente, opponendosi all’idea di modificare la curva:

Eau Rouge non dovrebbe essere cambiato, è un tratto leggendario e l’incidente sarebbe potuto accadere in tanti altri punti del circuito. Amo quel tratto e Spa è anche una delle mie piste preferite al simulatore, non so se guiderò ancora lì nella vita reale”.

IL RISVEGLIO

Correa ha parlato anche dei momenti dopo l’incidente, raccontando il suo stato d’animo dopo che si è risvegliato:

“Mi sono svegliato il giorno successivo in ospedale, il momento più difficile è stato quando ho saputo che Hubert aveva perso la vita, ho notato subito che le mie gambe erano molto ferite e che mi facevano male”.

“Tutti sono andati a Monza il giorno dopo l’incidente, io sono rimasto in ospedale e sono quasi morto quattro giorni dopo, e non c’era FIA o nessuno che si prendesse cura di me”.

“Il motivo per il quale stavo per morire sono state le grandi forze G che ho subito durante l’impatto, i medici dell’ospedale non avevano mai visto nessuno che fosse sopravvissuto a un tale impatto”.

Seguici su FACEBOOK ed entra nel nostro CANALE TELEGRAM sul motorsport per essere aggiornato sulle news e nel nostro GRUPPO TELEGRAM per discutere insieme a noi

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.