Gran Premio di Inghilterra

Pista veloce ma tecnica. Il motore da solo non fa la differenza.

La pista di Silverstone ha ospitato il Gran Premio di Inghilterra sin dal primo campionato del mondo di Formula Uno disputato nel 1950. Nonostante numerosi cambiamenti nel corso di oltre mezzo secolo di storia, il tracciato ha conservato alcune caratteristiche uniche che lo rendono inconfondibile.

Una combinazione misto-veloce di diciotto curve a percorrenza rapida. Tecnico ma veloce il cirucito di Silversotne richiede un ottimo compromesso tra carico aerodinamico e potenza per poter inserire la macchina in modo preciso ed accurato in curve la cui velocta’ di percorrenza dipende eslcusivamente dalla capicta di sciegliere il punto di corda ottimale.

Pochi i punti di frenata veramente impegnativi. Il piu importante, sopratutto per i sorpassi in gara, la curva Village (curva 3) che collega la parte piu veloce del circutio, dalla curva Club alla curva Farm, con un catino misto a bassa velocità di percorrenza.

La potenza del motore conta sicuramente in un circuito dove si raggiungono velocita di punta di 330 km/h e l’accelerazione rimane aperto per il 70% della percorrenza del giro. La capacità di trovare un compromesso ideale tra velocità di punta e carico aerodinamico, tuttavia, fa la differenza.

La pole position negli ultimi sette anni e’ andata ad un pilota Mercedes. La casa di Stoccarda quest’anno sembra aver colmato il divario di oltre 70 cavalli che nel 2019 ha penalizzato la velocità di punta della monoposto tedesca. Hamilton e Bottas rimangono dunque grandi favoriti.

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