Honda usa il diritto di veto e la 5oo Miglia di Indianapolis di Alonso è a rischio

Honda non dimentica e decide di porre il diritto di veto sulla partecipazione di Fernando Alonso alla 500 Miglia di Indianapolis con il Team Andretti, gara necessaria per la “Triple Crown”.

Dopo mesi di speculazioni e di trattative, sembrava ormai fatto l’accordo tra Fernando Alonso e il team Andretti Autosport motorizzato Honda, ma nel momento in cui è stata chiesta l’autorizzazione finale alla sede centrale di Tokio, questa ha impedito allo spagnolo la sua partecipazione alla 500 miglia di Indianapolis con i suoi motorizzati.

Un divieto imposto dal motorista pesante quello sul pilota spagnolo, che evidentemente non ha ancora digerito la famigerata frase “GP2 engine” risalente al GP del Giappone di F1 2015, quando allora forniva power unit alla McLaren.

Dopo questa decisione inappellabile, lascia un sedile vacante per il team Andretti e un Fernando Alonso privo di sedile per la Indy 500, che ora avrà l’opportunità di guidare solo motorizzati Chevrolet.

IL PASSATO

Il pilota spagnolo ha fatto la sua prima apparizioni in Indy 500 nel 2017, con Andretti motorizzato Honda, rimanendo però deluso dopo che il motore lo appiedò prima del termine della corsa.

Lo scorso anno però ci ha riprovato, ma con la McLaren motorizzate Chevrolet a causa della rottura della partnership con il motorista giapponese in Formula 1, ma non riuscì a qualificarsi per la gara.

Alonso non sarà più l’ambasciatore della McLaren

OGGI

Quest’anno la McLaren ha annunciato di tornare a tempo pieno in IndyCar in collaborazione con Schmidt Peterson come Arrow McLaren SP, motorizzata Chevrolet.

Il tentativo non riuscito lo scorso anno con la McLaren però ha rotto il rapporto fra le due parti, con il pilota che ha smesso di essere a fine 2019 l’ambasciatore della McLaren ed ora si ritrova a dover trovare un’ulteriore team per tentare di centrare l’obiettivo della vittoria all’Indianapolis Motor Speedway.

LE OPPORTUNITÀ

Per Fernando Alonso le opportunità per un sedile nel 2020 restano quelle di un team competitivo motorizzato Chevrolet.

Le prime difficoltà però nascono con il team Penske che non prevede di partecipare con più delle attuali quatto auto, mentre anche il team Ed Carpenter Racing a sua volta non ha intenzione, al momento, di scendere in pista con più di 3 auto.

Dei restanti team Chevrolet ci sono la Arrow McLaren SP, la Dreyer & Reinbold Racing, la DragonSpeed, la Juncos Racing e la AJ Foyt Racing sono le uniche opzioni per tentare in extremis una partecipazione alla Indy 500 2019.

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