MotoGP: Le pagelle del Gran Premio della Malesia

Si conclude la trasferta asiatica con l’assegnazione dell’unico titolo ancora incerto e si concludono le notti in bianco per gli spettatori europei che non vogliono perdersi la diretta”.

A differenza della scorsa settimana però non c’è stata l’incertezza fino all’ultimo giro su quale potesse essere l’esito della gara: Vinales ha ottenuto una meritata vittoria di stampo lorenziano (in riferimento al Lorenzo di qualche tempo fa e non all’attuale ectoplasma) mettendo tra se e gli altri un distacco che aumentava giro dopo giro.

Tuttavia, la corsa non è stata priva di emozioni, le rimontone fatte al primo giro da chi partiva indietro, il derby tra i due talentuosi ragazzi della Petronas in casa del loro main sponsor e, soprattutto, il duello tutto italiano per il terzo gradino del podio tra un Dovizioso alla sua miglior prova sul circuito di Sepang in versione asciutta e un Valentino Rossi alla sua miglior prova di questa seconda parte di stagione.

VINALES – Voto 10 e lode

Vince meritatamente dominando dal primo all’ultimo giro con una prestazione di alto livello che ha le sue radici nell’ottimo lavoro di costruzione, in prova, di un passo di gara inavvicinabile ai più, e nella voglia di rivalsa dopo la sfortunata trasferta australiana.

Almeno per oggi ha brillantemente guarito il suo atavico difetto di partire a marcia indietro… se la “guarigione” odierna non è un fuoco di paglia i mezzi per puntare al titolo 2020 ce li ha tutti, anche in considerazione dei passi avanti fatti da Yamaha, come dimostrano le ultime gare, che ha quasi del tutto colmato il gap con le altre marche. Sempre che Yamaha sia sufficientemente furba da non lasciarselo scappare come vorrebbe una parte dei media italiani che lo sacrificherebbe volentieri per Quartararo.

MARQUEZ – Voto 9

Con una partenza perfetta annulla quasi totalmente lo svantaggio in griglia dovuto al suo errore (che gli vale mezzo voto in meno) nella qualifica di ieri poi al giro successivo si libera anche di un Miller ancora battagliero prima dello spegnimento progressivo. A quel punto si butta all’inseguimento di Vinales con risultati altalenanti, perdendo o guadagnando un decimo a giro, inutili per sperare in un recupero ma utilissimi per mettersi al riparo da sorprese quando a due terzi di gara brucia mezzo secondo del suo
vantaggio in una sola curva.

Da quel momento, saggiamente, rallenta un po’ il ritmo consapevole che il Vinales odierno era irraggiungibile, che per prolungare la striscia di arrivi ininterrotti a podio bastava anche il secondo posto, e che stasera a casa Marquez ci sarebbe stato da festeggiare comunque. Apprezzabile, nella festa del parco chiuso, il suo rivolgere il pensiero allo sfortunato Munandar.

DOVIZIOSO – Voto 8 e 1/2

Dopo una qualifica che lasciava molto perplessi circa le sue possibilità di recupero su un circuito che gli è gradito solo nelle giornate in cui Giove Pluvio dà il meglio di sé, indovina una partenza al fulmicotone seconda solo a quella di Marquez per portarsi subito nelle posizioni che contano dove viene in breve tempo raggiunto da Rossi per un duello tutto italiano, tanto emozionante quanto corretto, diciamo un duello al fioretto più che alla sciabola, dal quale, grazie al motorone nei tratti rettilinei per lui vantaggiosi e alla sua calma olimpica nella gestione nei tratti di percorrenza a lui meno congeniali, esce vincitore conquistando un podio meritato e, per sua stessa ammissione, quasi insperato alla partenza.

ROSSI – Voto 8

Cincischia un po’ alla prima curva dove, per evitare una microsbandata di Petrucci, è costretto ad allargare un pochino perdendo l’abbrivio e un paio di posizioni ma in poco tempo si riporta a ridosso dei primissimi.
Fatica un po’, come tutti, per liberarsi di Miller che nelle prime fasi di gara si è dimostrato osso duro per chiunque volesse passarlo poi, dalla fine del primo quarto di gara sino alla bandiera a scacchi le prova tutte
per aver ragione di Dovizioso.

L’ottima percorrenza, nei tratti guidati, di una Yamaha assai prestazionale negli ultimi tempi non gli è stata però sufficiente a mettere il muso della M1 davanti alla rossa, superiore
nei rettilinei, per conquistare il podio ma a casa Yamaha c’è comunque di che essere contenti sia per il buon risultato che per l’aver rivisto un Rossi assai più concreto e determinato che nelle ultime occasioni.

RINS – Voto 7 e 1/2

Nella corsa al terzo gradino del podio mondiale, l’unico ancora non assegnato passa da +7 a -7 con l’ulteriore svantaggio di aver meno piazzamenti a disposizione per cui in caso di arrivo a pari punti ne
uscirebbe sconfitto. Ma al di là di questa nota dolente c’è comunque grande soddisfazione per lui e per la Suzuki perché il quarto posto mondiale, che ben difficilmente potrà essergli portato via, va ben al di là di quanto poteva essere preventivabile a inizio stagione.

E soprattutto perché, come dimostrato nell’inseguimento al duo che lo precedeva, il connubio tra pilota e mezzo meccanico funziona sempre meglio ogni settimana che passa e offre buone prospettive per il 2020. Mezzo voto in meno per l’entrata su
Miller nel sorpasso in curva 15 mi è sembrata, anche se regolare e archiviabile come contatto di gara, un po’ troppo sopra le righe.

MORBIDELLI – Voto 7 e 1/2

Consolida la sua posizione all’interno della Top Ten mondiale dalla quale è quasi impossibile che venga scalzato e si toglie la soddisfazione di arrivare davanti al suo compagno di squadra molto più mediatico.

Malgrado l’ottimo spunto allo spegnimento dei semafori, stenta un po’ nella prima parte di gara perdendo sia il treno dei primissimi che quello degli inseguitori più immediati ma quando trova il passo giusto mostra, con la sua guida veloce e pulita di meritare più considerazione di quanta ne abbia, in particolare quando resiste al ritorno di Quartararo senza dannarsi troppo l’anima fino a spingerlo all’errore.

Per sua stessa ammissione deve migliorare un po’ la costanza di rendimento in gara non sempre all’altezza di quanto mostra in prova e in qualifica ma, alla luce delle ultime prestazioni, sembra sulla buona strada.

QUARTARARO – Voto 6 e 1/2

Mezzo voto in più per l’eccellente prestazione in qualifica dove oltre a conquistare la pole ha messo in crisi uno come Marquez, non propriamente uno facile, facendolo tirare al limite fino a costringerlo all’errore. Ma alle luci del sabato sono seguite le ombre di domenica: una partenza pasticciata lo ha portato subito a trovarsi nella pancia del gruppo dalla quale, non riuscendo mai a trovare un passo soddisfacente, ha faticato parecchio a uscire.

Una volta uscitone e portatosi in coda al compagno di squadra non è riuscito, malgrado ci abbia provato in tutti i modi, a superarlo e anzi, preso dalla foga, ha commesso un errore che poteva costargli assai di più di un semplice “lungo”. Il talento non gli manca anzi, direi che ha mostrato di averne parecchio ma, benché una certa parte dei media, gossipara e fanfarona, lo dipinga già con in testa la corona mondiale 2021 o addirittura 2020, c’è ancora da crescere.

MILLER – Voto 6 e 1/2

La combattività non gli è mai mancata in carriera e non gli è mancata neppure oggi ma forse a inizio gara, quando ha dato filo da torcere a tutti quelli che cercavano di passarlo, questa strategia lo ha portato a consumare più risorse del dovuto mettendolo così in difficoltà nella seconda parte di gara. Certo ha fatto benissimo a difendere la posizione, non dico che avrebbe dovuto stendere il tappeto rosso come invece pretendevano i telecronisti (specie quando l’altro duellante era qualcuno particolarmente simpatico a loro), ma una strategia un po’ più conservativa gli avrebbe consentito nel finale di resistere agli attacchi di chi prima di cadere (Zarco) o prima del LLP (Mir) lo aveva messo in difficoltà.

PETRUCCI – Voto 5

Entra in top ten grazie allo scontro Mir-Zarco ma esce definitivamente dalla lotta per il terzo gradino del podio mondiale (anche in caso di sua vittoria con Vinales fuori dai punti sarebbe in svantaggio con i piazzamenti), un podio che occupava con merito a inizio stagione ma che, una volta rinnovato il contratto, ha fatto di tutto per abbandonare e mai più riprendere. Anche oggi il confronto con il suo capitano, partito dietro e arrivato anni luce più avanti, è impietoso. Raramente si è visto un tale livello di involuzione da metà stagione in poi in un pilota partito così bene.

MIR – Voto 5

E’ un po’ più sfortunato del compagno di squadra perché la sua entrata su Zarco era abbastanza simile a quella di Rins su Miller con la differenza che Miller non è caduto e la RD ha potuto soprassedere (magari avrà dato una tirata d’orecchie a Rins nel post gara) mentre Zarco è caduto e questo è valso a Mir una Long Lap Penalty che gli è costata due posizioni.

Oltre ovviamente a un voto in meno nella pagella. Per il resto gara tutto sommato sufficiente viste le caratteristiche del tracciato e del pilota che pur avendo mostrato notevoli passi avanti nell’arco della stagione, ancora pecca in continuità sia tra una gara e l’altra sia all’interno della stessa gara dove alterna momenti di lucidità a momenti un po’ più confusionari.

BUFFONERIA MEDIATICA – Voto 2

Mentre Triolo, ancora convinto di avere dei meriti personali nelle prestazioni dei piloti italiani, faceva una telecronaca di Moto3 tutta in prima persona plurale quando si trattava di descrivere le azioni dei vari Dalla Porta, Vietti & Company e pronunciava la frase “siamo campioni del mondo” solo quattrocento volte… Mentre Triolo (again), si augurava che il mondiale Moto2 non lo vincesse quello col cognome sbagliato ma
restasse aperto almeno fino a Valencia e cercava di convincerci che lui lo diceva solo perché così sarebbe stato più emozionante (Sì, certo… ci hai proprio convinti).

Mentre su TV8 forse gli orologi funzionavano ma evidentemente si era guastato il calendario dato che hanno fatto una trasmissione tutta incentrata su una gara del 2015, mentre accadeva tutto ciò, il dinamico duo che commenta la MotoGP partoriva la seguente perla: Al quarto giro, con Marquez che partito dalla casella 11 era risalito al secondo posto (9 posizioni recuperate) e con Dovizioso partito dalla casella 10 e al momento terzo (7 posizioni recuperate), Rossi partito dalla sesta casella e scivolato nelle convulse fasi iniziali due posizioni indietro, si accingeva ad
attaccare Miller per la quarta posizione perciò al momento era quinto (3 posizioni risalite – 2 perse = 1 posizione recuperata)…. ebbene il commento del dinamico duo è stato “Possiamo ben dire che la rimonta di Rossi è la migliore dopo quella di Dovizioso”.

O vivono in una realtà parallela e ci raccontano le gare che si svolgono in quel mondo alternativo mentre noi vediamo le gare reali di questo mondo, oppure sanno benissimo di dire cazzate ma sanno altrettanto bene che la maggioranza del pubblico a cui si rivolgono, quella dotata di paraocchi e anello al naso, si beve qualunque idiozia. Tertium non datur.

Articolo di MaPi di PagelloniMotoGP

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